Archivio di aprile 2008

Walter Veltroni nel Guinness dei primati

mercoledì 30 aprile 2008

Nessuno nella storia politica della Repubblica Italiana è stato capace, in sei mesi, di combinare tanti guai.

1) Si dimette da Sindaco della Città Eterna (poteva tranquillamente restare al suo posto per altri tre anni). 

2) In preda ad un attacco acuto di megalomania (andrò da solo alla conquista di Palazzo Chigi) invia l’intimazione di sfratto all’inquilino di turno prof. Romano Prodi.

3) Dà vita al PD e s’insedia al suo comando con la farsa delle elezioni primarie. (Candidato unico con comparse)

4) Spedisce Prodi a fare il nonno a Bologna ed imbarca sulla sua chiatta con caminetto Di Pietro e Pannella.

5) Altro che  fucili di Bossi, con un solo colpo micidiale fa fuori Bertinotti, Giordano, Diliberto, Pecoraro Scanio, Boselli e regala a Berlusconi, Bossi e Fini, suoi avversari, la più grande vittoria politica  mai conseguita in Italia negli ultimi 60 anni.

6) E Rutelli? Lo ha offerto su di un piatto d’argento al “picchiatore” Gianni Alemanno che ne ha fatto polpettine.

Con questo lodevole curriculum alle spalle continua a parlare di succeso della sua iniziativa politica. Voi uomini della sinstra italiana se conservate ancora un minimo di lucidità mentale, dopo lo “tsunami” che ha investito e devastato un ingente patrimonio della cultura politica italiana,  fermatelo altrimenti il vostro destino è segnato: in Africa. Lui avanti sul cammello e voi dietro a piedi nel deserto.   

Un pomeriggio indimenticabile

mercoledì 23 aprile 2008

Ieri pomeriggio ho incontrato a Salerno, al Salone dei Marmi del Palazzo di Città, studenti delle Scuole Superiori che, dopo aver letto il mio romanzo breve “Magdalena la badante”, stimolati dagli spunti offerti loro dalla commovente storia d’amore di don Nicola e la sua giovane badante polacca e sotto la guida amorevole ed appassionata della  professoressa Carla Romano, hanno proposto poesie, canzoni, elaborati, ricerche, sondaggi, disegni e fantasiosi finali della favola del marchesino e della sua bella fata bionda dagli occhi azzurri.

Hanno parlato dell’amore, della solitudine, della immigrazione, del Cilento, ed hanno accompagnato le parole con una suggestiva e toccante colonna sonora di canzoni dei Pooh, Ivano Fossati, Amedeo Minghi, Fabrizio De Andrè.

A “Magdalena la badante” è accaduto di tutto: interesse da parte di sociologi ed antropologi, lusinghieri apprezzamenti da parte di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo.  Fra tutti ricordo con particolare orgoglio quelli del Maestro Pupi Avati e del fratello Antonio. Ma mai e poi mai avrei immaginato che un giorno mi sarei trovato di fronte tanti giovani studenti  che appassionatamente parlavano di don Nicola e Magdalena e della loro commovente storia d’amore.

 Per questo porterò nel mio cuore e nella mia mente un ricordo bellissimo ed indelebile di questo entusiasmante incontro  e non saranno mai troppi i “grazie” che posso dire alle persone artefici di questo, per me, miracoloso evento: Dott. Mario Guida, Editore, Presidente Associazione “Amici del Libro” – Dott.ssa Angela Procaccini, Coordinatrice Regionale del progetto “Leggiamoci fuori scuola!” – Prof.ssa Carla Romano, Referente per le Scuole di Salerno. Grazie, grazie, grazie. Aniello De Vita 

Papa Ratzinger parla all’ONU ma non alla “Sapienza”.

domenica 20 aprile 2008

Papa Benedetto va all’ONU e parla a rappresentanti di 192 Paesi di tutto il mondo. E tutti, alla fine del suo discorso, si alzano in piedi ad applaudirlo per rendere omaggio alla Sua persona, alla Sua cultura, alla Sua profondità di pensiero.

Papa Benedetto parla all’ONU, alla Casa Bianca, a tutta l’America, a tutto il mondo, ma non può parlare  all’Università La Sapienza di Roma perchè quattro invasati, violenti, cattivi maestri, prevaricatori e predicatori di idee antidemocratiche glielo hanno impedito. Questa Università dovrebbe chiamarsi “La Vergogna”. E voi, esponenti politici della sinistra, che in questi giorni vi chiedete del perchè siete stati estromessi dal parlamento dal voto del popolo italiano, avete messo in conto anche queste manifestazioni d’intolleranza che la gente, molto più intelligente e sensata di quei “grandi professoroni” (grandi perchè di sinistra) che scrissero il manifesto anti papa, condanna senza mezzi termini?

Io che sono un italiano qualunque quando accadde lo sconcertante episodio all’Università di Roma provai un profondo senso di vergogna misto a rabbia (vedi mio post del 9 aprile). Parla, parla, parla Papa Raztinger il mondo ti ascolta e ti ama!

Dedicato a Giuliano Ferrara

giovedì 17 aprile 2008

Quando un essere umano viene alla luce, ha già nove mesi di vita. Grazie Giuliano!

Come si fa a prendere tanti voti

martedì 15 aprile 2008

La valanga di voti che si è riversata sulla coalizione di centro destra (Popolo delle Libertà, Lega, Autonomia del Sud ed altri ) ha messo in difficoltà anche i più esperti politologi, analisti, sondaggisti nel cercare di dare una spiegazione ad un fenomeno imprevisto ed imprevedibile.

Penso che solo una serie  di fattori coincidenti abbia potuto determinare, in un Paese tradizionalmente refrattario alle innovazioni ed ai cambiamenti, uno sconvolgimento politico tale da essere definito da qualche osservatore uno “tsunami“.

Con molta umiltà azzardo qualche ipotesi che propongo ai visitatori del mio blog invitandoli a contribuire, coi loro commenti e pareri, a dare risposte alla domanda che sembra facile, ma facile non è: “Come si fa a prendere tanti voti” ?    

           1)  Quanto ha influito sul successo della Lega il fatto che il candidato premier del PD Walter Veltroni fosse un romano di Roma “ladrona” come ama definirla Bossi ?

           2) Quanto ha influito sulla scomparsa dei partiti componenti la Sinistra Arcobaleno il fatto che pur stando al governo scendevano in piazza a protestare contro il loro stesso governo e a dire no alla TAV, no al nucleare, no ai finanziamenti delle missioni all’estero e così via ?

            3) Quanto ha influito il fattore antipatia di alcuni esponenti del PD, arroganti, supponenti, con quell’aria di “primi della classe“ fuori posto,  sempre pronti a banalizzare le argomentazioni   altrui con sorrisini sardonici e battutine  irritanti (vedi Bersani, D’alema, Padoa Schioppa, Rutelli, Rosy Bindi) a decretare lo strepitoso successo del Popolo delle Libertà?

            4) Quanto ha influito sulla sonora sconfitta di Walter Veltroni la “monnezza” di Napoli?

Sono questi fattori marginali? Io penso di no!

Voi come la pensate? Attendo risposte e commenti. Aniello

Arte difficile da praticare

lunedì 14 aprile 2008

La prima cosa che s’insegna all’essere umano è l’uso della parola. Per questo poi riesce molto difficile  fargli apprendere l’uso del silenzio e dell’ascolto. Ogni giorno in televisione assistiamo a delle vere e proprie risse verbali fra sordi. Sordi perchè non sanno ascoltare. Sordi perchè non vogliono ascoltare e fare ascoltare. Sordi perchè non hanno l’ umiltà e l’intelligenza di confrontarsi con chi la pensa diversamente da loro. Sordi perchè pensano di dare forza e peso alle proprie idee alzando tono e volume della voce. E così accade che un dibattito si trasforma in un fastidioso ed incomprensibile coro di voci stonate. Meglio cambiare canale o spegnere la TV ed ascoltare le silenziose parole di una piacevole lettura.  

Ho praticato la nobile professione di medico per ben quarantanni e posso dire che ho appreso più dall’ascolto dei miei pazienti che dallo studio dei miei libri. Tante e tante cose ascoltate non le ho mai trovate scritte nei libri.

Sono andato a votare.

domenica 13 aprile 2008

Come è vera la massima  che la speranza è l’ultima a morire. Perchè in fondo il piacere, che ogni volta provo nel compiere questo dovere civico, mi deriva proprio dal fatto di continuare a coltivare nel mio cuore  il sogno di ritrovarmi a vivere, il giorno dopo, in un paese normale dove quando una persona ti chiede “come stai”? e tu rispondi “bene”! vuol dire per davvero che qualcuno si preoccupa del tuo stato di salute e che tu stai veramente bene. 

1) Vorrei vivere in un paese dove chi fa politica non diventi, dalla sera alla mattina, una persona ricca, potente e prepotente.

2) Vorrei vivere in un paese dove tutti abbiano la possibilità, se meritevoli e capaci, di accedere a posti oggi riservati a clienti, amici e parenti.

3)Vorrei vivere in un paese dove chi è affetto da malattie gravi  non venga messo in liste  di attesa ancor più dannose della patologia stessa.

4) Vorrei vivere in un paese dove i nostri parlamentari (troppi, con troppi privilegi,  stipendi e pensioni da capogiro), bravissimi a fare battute, risse e festini, se li guadagnassero i soldi che prendono dallo Stato, che fossero più operai e meno parolai. Loro potrebbero trovare la scusa che stanno in un “parlamento” non in una fabbrica.

5) Vorrei vivere in un paese dove  ai parassiti, che vivono, e pure bene, sulle spalle  di chi lavora e produce, fossero tagliati stipendi e prebende e se proprio non è possibile eliminarli almeno ridurli  a pochi esemplari come specie di animali in via di estinzione.

6) Vorrei vivere in un paese dove i più deboli (bambini, vecchi, malati, portatori di handicap, emarginati) fossero più protetti, aiutati e rispettati. Rispettare loro è come rispettare noi stessi che, se oggi forti, domani potremmo andare ad infoltire la schiera dei più deboli e trovarci nelle condizioni di elemosinare un sorriso, un bicchiere di acqua, una parola buona, una mano che ti aiuti a portare alla bocca una tazzina di caffè.  

Sognare non è proibito e la speranza è l’ultima a morire e con questo non voglio dire che me ne starò con le mani in mano ad attendere che i sogni si avverino. Sono un medico felicemente pensionato ed in discreto stato di benessere. Non me ne starò con le mani in mano e la mia persona , la mia professione e le mie disponibilità economiche  sono a disposizione di chi ne ha bisogno. Lo Stato sia attento a tutte le forme di volontariato che possono essere di grande aiuto al welfare di una Nazione civile e moderna . Aniello De Vita    

Ma come mai è possibile?

mercoledì 9 aprile 2008

Li hanno cercati dappertutto quei poveri fratellini, Ciccio e Tore, di Gravina di Puglia e mai trovati.
Li ha trovati un ragazzino della loro stessa età che per fortuna non ha fatto la loro stessa fine, nel senso che si è salvato, e se disgraziatamente le grida di aiuto dei suoi amici di gioco non fossero echeggiate fra i vicoli dell’antica Gravina oggi i nostri “grandi inquirenti” avrebbero squinzagliate tutte le forze dell’ordine alla ricerca di questo ragazzo misteriosamente scomparso. Vorrei chiedere a questi signori che sono andati alla ricerca dei fratellini di Gravina di Puglia: Ma dove “cazzo” li avete cercati? Scusate la volgarità ma la rabbia, il dolore sono troppo grandi per non indignarsi. Ed ora questi stessi inquirenti dovrebbero accertare se la caduta nel pozzo è stata accidentale o criminosa. Non so a quali conclusioni porteranno le indagini avviate dopo la scoperta dei corpi senza vita dei due fratellini e non voglio neppure saperle perchè tanto mai sapremo la verità su questa tristissima storia di Ciccio e Tore che porteremo sempre nei nostri occhi e nei nostri cuori stracolmi di lacrime e dolore. Aniello De Vita

La storia si ripete

mercoledì 9 aprile 2008

Ancora una volta, a partire dal ‘92, un magistrato fa cadere un governo. A torto o a ragione questo è quello che un cittadino ingenuo, sprovveduto, quale io sono, e quindi poco adatto ad interpretare manovre di palazzo o a perdersi negli intricati labirinti dei bizantinismi della politica, percepisce. E’ pur vero che il governo mandato a casa era in precarie condizioni di salute a causa, sin dalla nascita, di una malattia grave ed irreversibile ma è altrettanto vero che con l’eutanasia non si risolvono i problemi di un paziente affetto da malattia congenita. Penso, sempre come persona non addentro alle cose della politica, che, accertata la malattia, un consulto fra personalità che sanno il fatto loro e disposti, senza preconcetti, ad ascoltare e a prendere in considerazione anche pareri e proposte terapeutiche altrui al fine di trovare un punto di accordo su rimedi condivisibili, qualche risultato benefico si sarebbe potuto ottenere e forse si sarebbe potuto assicurare al povero malato un prosieguo di vita accettabile ed in grado di poter essere utile a se stesso ed ai propri familiari per risolvere i problemi della quotidianità ed infondere nell’animo, di chi da lui dipende, fiducia e certezza in un futuro che vale la pena vivere. Così non è stato e le “capotoste” di destra, di sinistra e di destra hanno abbandonato l’ospedale mollando tutto nelle mani del primario che spero, dall’alto della sua esperienza e della sua saggezza, trovi il modo di richiamare i “luminari” alle proprie responsabilità ed invitarli a desistere da atteggiamenti che non possono fare altro che decretare la morte del paziente. Auguro al Presidente Napolitano buon lavoro e che Iddio lo aiuti e lo illumini in questa ardua impresa. Aniello De Vita

Vita in bianco e nero

mercoledì 9 aprile 2008

Inizi anni ‘80 ero già aiuto medico ospedaliero ed avviato ad una brillante carriera di primario.
Qualcuno mi fece notare che per coronare questa legittima aspirazione più che le capacità professionali
contavano le protezioni politiche. Non mi ci volle molto
a capire che le cose stavano esattamente così. Deluso, amareggiato, e , per indole, indisponibile a frequentare segreterie politiche dei potenti di turno mi sfogai scrivendo questa canzone. Sono trascorsi circa trent’anni ed in questo bel paese nulla è cambiato, anzi…..
Aquiloni colorati nei miei sogni di bambino,
dove ve ne siete andati in quel tiepido mattino.
Quante volte vi ho cercato ed ho avuto l’impressione
di vedervi all’orizzonte, ma eran bolle di sapone.
Vita ,vita in bianco e nero. Vita senza più colore.
La mia voglia di lottare è finita in fondo al mare.
Ladri, porci e fannulloni ripartiscono la torta
per puttane e galoppini e tu ti accomodi alla porta.
Vita, vita in bianco e nero, vita senza più colore
meno male che c’è il sole e Maria per far l’amore.
Cosa cerchi e vuoi di più? Uomo libero del Sud.
Illusioni coltivate sopra i banchi della scuola.
Studia, impara che se sai puoi arrivare dove vuoi.
Ho sfogato sopra i libri la mia rabbia e frustrazioni
E alla fine mi hanno chiesto di abbassare i pantaloni.
Vita, vita in bianco e nero…………………..
E così passa la vita, gira gira il calendario
Se lavori oppur ti gratti sempre il solito salario
Don Chisciotte del duemila hai già perso troppo tempo
Anche con questa canzone che si perderà nel vento.
Vita, vita in bianco e nero………………………
Aniello De Vita