Sono andato a votare.

Come è vera la massima  che la speranza è l’ultima a morire. Perchè in fondo il piacere, che ogni volta provo nel compiere questo dovere civico, mi deriva proprio dal fatto di continuare a coltivare nel mio cuore  il sogno di ritrovarmi a vivere, il giorno dopo, in un paese normale dove quando una persona ti chiede “come stai”? e tu rispondi “bene”! vuol dire per davvero che qualcuno si preoccupa del tuo stato di salute e che tu stai veramente bene. 

1) Vorrei vivere in un paese dove chi fa politica non diventi, dalla sera alla mattina, una persona ricca, potente e prepotente.

2) Vorrei vivere in un paese dove tutti abbiano la possibilità, se meritevoli e capaci, di accedere a posti oggi riservati a clienti, amici e parenti.

3)Vorrei vivere in un paese dove chi è affetto da malattie gravi  non venga messo in liste  di attesa ancor più dannose della patologia stessa.

4) Vorrei vivere in un paese dove i nostri parlamentari (troppi, con troppi privilegi,  stipendi e pensioni da capogiro), bravissimi a fare battute, risse e festini, se li guadagnassero i soldi che prendono dallo Stato, che fossero più operai e meno parolai. Loro potrebbero trovare la scusa che stanno in un “parlamento” non in una fabbrica.

5) Vorrei vivere in un paese dove  ai parassiti, che vivono, e pure bene, sulle spalle  di chi lavora e produce, fossero tagliati stipendi e prebende e se proprio non è possibile eliminarli almeno ridurli  a pochi esemplari come specie di animali in via di estinzione.

6) Vorrei vivere in un paese dove i più deboli (bambini, vecchi, malati, portatori di handicap, emarginati) fossero più protetti, aiutati e rispettati. Rispettare loro è come rispettare noi stessi che, se oggi forti, domani potremmo andare ad infoltire la schiera dei più deboli e trovarci nelle condizioni di elemosinare un sorriso, un bicchiere di acqua, una parola buona, una mano che ti aiuti a portare alla bocca una tazzina di caffè.  

Sognare non è proibito e la speranza è l’ultima a morire e con questo non voglio dire che me ne starò con le mani in mano ad attendere che i sogni si avverino. Sono un medico felicemente pensionato ed in discreto stato di benessere. Non me ne starò con le mani in mano e la mia persona , la mia professione e le mie disponibilità economiche  sono a disposizione di chi ne ha bisogno. Lo Stato sia attento a tutte le forme di volontariato che possono essere di grande aiuto al welfare di una Nazione civile e moderna . Aniello De Vita    

3 Commenti a “Sono andato a votare.”

  1. peppo scrive:

    Caro dottore,
    ma lei doveva fare il politico. Oppure, l’ha fatto? Mi tolga una curiosità!
    Sicuramente sarebbe stato un politico per e con la gente.
    Avrebbe sistemato, se mai ne avesse avuta l’opportunità, prima il bisognoso che il congiunto. Le fa onore il nutrire la speranza, che è una delle tre virtù teologali. Teologali perché riguardano Dio stesso. Fede in Dio, Speranza in Dio e negli uomini, Carità verso il prossimo e verso Dio. Carità nel senso di Amore, non limitato ed incondizionato.
    Ma, secondo Lei, si può ancora sperare quando tutto è disperatamente compromesso? Avrebbe mai pensato che la sua bella Campania, un tempo detta felix, per la produttività del suo territorio diventasse una pattumiera?
    In una sua canzone di tanti anni fa, quando Lei era più diretto, più contestatore e più incazzato, mi consenta, diceva a proposito della classe politica: “…ladri, porci e fannulloni (i politici) ripartiscono la torta/ per comari e galoppini/ e tu ti accomodi alla porta!”
    E’ cambiato in peggio caro dottore da quando scriveva e musicava “Vita in bianco e nero”. Non sono i più bravi ed i più meritevoli ad essere occupati per primi ed ottenere un riconoscimento della loro preparazione.
    E potrei continuare la Filippica delle doglianze.
    Ma è bella e contagiosa la sua speranza. La trasmetta a figli e nipoti ed a quanti le girano intorno. GUTTA SCAVAT LAPIDEM. Un abbraccio sincero. Peppo.

    Diceva un grande: La musica o ce l’hai dentro o non esce, hai voglia a spremere. LEI CE L’HA. A bientot.

  2. Vincenzo scrive:

    Ciao Aniello,
    questo post è un manifesto che sottoscrivo in pieno.

    Un saluto e buon blog!
    Vincenzo

  3. admin scrive:

    Carissimi Peppo e Vincenzo, grazie per i vostri lusinghieri commenti. A quest’ora i risultati elettorali sono chiari. Gli elettori hanno chiesto a Berlusconi di governare ed a Veltroni di controllare e stimolare le azioni di governo. Questo è il loro mandato e mi piacerebbe che lo rispettassero con impegno e serietà. La democrazia si regge su questi due pilastri: governo ed opposizione, se uno dei due pilastri cede è inevitabile un rovinoso crollo delle istituzioni mettendo in serio pericolo il bene più prezioso di un popolo: la democrazia e la libertà. Aniello

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