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	<title>Commenti a: Un pomeriggio indimenticabile</title>
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	<description>medico per vivere, cantautore per non morire</description>
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		<title>Di: admin</title>
		<link>http://www.aniellodevita.it/blog/2008/04/23/un-pomeriggio-indimenticabile/comment-page-1/#comment-11</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 07:54:12 +0000</pubDate>
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		<description>Peppo carissimo, tu che conosci bene Magdalena propongo alla tua intelligente creatività la &quot;soluzione finale&quot; proposta dagli alunni della quinta B del Ginnasio Tasso di Salerno.
&quot;Innaffiati i gerani sul balcone e aperte le finestre, don Nicola ripeteva quei piccoli gesti quotidiani che facevano parte della sua vita e che gli davano il senso della normalità. Tutto era uguale a prima e tutto era cambiato: una luce nuova illuminava il suo viso, era una forza nuova che non conosceva, ma che ora sembrava averlo rinvigorito ed avviato ad una vita diversa, nonostante Magdalena non fosse più tornata. Aveva istintivamente capito che non si può vivere da soli, che bisogna condividere con gli altri il proprio tempo, dialogare, confrontarsi, raccontare, uscire allo scoperto. Così aveva cominciato ad uscire, non più di nascosto, ma liberamente si avvicinava a persone e cose, frequentava la piazza, la chiesa, il paese, nelle sue scadenze abituali. Lo faceva con la dignità di chi ha scelto di vivere all&#039;aperto e non di morire al chiuso delle stanze del suo palazzo: certo, il dolore era dentro di sè, Magdalena presente sempre, ma incontrare un volto amico, parlare con un paesano che gli sorrideva, partecipare ad un rito comune come la messa, la processione, la festa del paese, i fuochi, le fiere davano una ragione ed uno scopo alle sue giornate. Capitava pure che qualcuno si facesse innanzi a chiamarlo, per accompagnarsi a lui, per sentire dalle sue esperienze e dalla sua educazione parole di insegnamento e di guida. La storia con Magdalena lo aveva cambiato, aveva capito quello che conta davvero tra gli esseri umani ed il suo amore per una donna si era convertito in amore per la gente, per la vita, per quello che sarebbe stato il corso dei giorni a venire&quot;. F.to Classe V B Liceo-Ginnasio &quot;T.Tasso&quot; Salerno</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Peppo carissimo, tu che conosci bene Magdalena propongo alla tua intelligente creatività la &#8220;soluzione finale&#8221; proposta dagli alunni della quinta B del Ginnasio Tasso di Salerno.<br />
&#8220;Innaffiati i gerani sul balcone e aperte le finestre, don Nicola ripeteva quei piccoli gesti quotidiani che facevano parte della sua vita e che gli davano il senso della normalità. Tutto era uguale a prima e tutto era cambiato: una luce nuova illuminava il suo viso, era una forza nuova che non conosceva, ma che ora sembrava averlo rinvigorito ed avviato ad una vita diversa, nonostante Magdalena non fosse più tornata. Aveva istintivamente capito che non si può vivere da soli, che bisogna condividere con gli altri il proprio tempo, dialogare, confrontarsi, raccontare, uscire allo scoperto. Così aveva cominciato ad uscire, non più di nascosto, ma liberamente si avvicinava a persone e cose, frequentava la piazza, la chiesa, il paese, nelle sue scadenze abituali. Lo faceva con la dignità di chi ha scelto di vivere all&#8217;aperto e non di morire al chiuso delle stanze del suo palazzo: certo, il dolore era dentro di sè, Magdalena presente sempre, ma incontrare un volto amico, parlare con un paesano che gli sorrideva, partecipare ad un rito comune come la messa, la processione, la festa del paese, i fuochi, le fiere davano una ragione ed uno scopo alle sue giornate. Capitava pure che qualcuno si facesse innanzi a chiamarlo, per accompagnarsi a lui, per sentire dalle sue esperienze e dalla sua educazione parole di insegnamento e di guida. La storia con Magdalena lo aveva cambiato, aveva capito quello che conta davvero tra gli esseri umani ed il suo amore per una donna si era convertito in amore per la gente, per la vita, per quello che sarebbe stato il corso dei giorni a venire&#8221;. F.to Classe V B Liceo-Ginnasio &#8220;T.Tasso&#8221; Salerno</p>
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		<title>Di: peppo</title>
		<link>http://www.aniellodevita.it/blog/2008/04/23/un-pomeriggio-indimenticabile/comment-page-1/#comment-10</link>
		<dc:creator>peppo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 08:49:43 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti di cuore, dottor De Vita. Sicuramente avrà ringraziato nel suo intimo quel paziente che venne a raccontarle le pene d&#039;amore. Gli amori senili sono pericolosi, ma pur sempre amori. Ed è vissuto invano chi non ha mai provato le pene d&#039;amore, quella leggerezza che ti fa volare e non ti fa dormire. E&#039; un continuo dormiveglia col volto dell&#039;amata sempre presente. Non si contano le parole, non si contano i fiori, non si conta niente: ci si annienta nell&#039;altro.
Quello che dà vigore al suo racconto è che è una storia vera, perciò più appassionante e coinvolgente. Un&#039;altra annotazione, mi permetterà. Parliamo sempre dei giovani e della loro presunta aridità e distacco dalla realtà. E&#039; sbagliato. Quando si sanno coinvolgere come ha fatto Lei con la sua storia, rispondono entusiasti. Sono pronti a commuoversi ed a capire la fatica di vivere. Mi auguro che la sua storia possa ispirare un film ai fratelli Avati. Auguri e spero che si lasci intrigare da altre storie. Perché racconta bene, le sa condire le storie e sono certo: raccontare allunga la vita. Un abbraccio e ancora complimenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti di cuore, dottor De Vita. Sicuramente avrà ringraziato nel suo intimo quel paziente che venne a raccontarle le pene d&#8217;amore. Gli amori senili sono pericolosi, ma pur sempre amori. Ed è vissuto invano chi non ha mai provato le pene d&#8217;amore, quella leggerezza che ti fa volare e non ti fa dormire. E&#8217; un continuo dormiveglia col volto dell&#8217;amata sempre presente. Non si contano le parole, non si contano i fiori, non si conta niente: ci si annienta nell&#8217;altro.<br />
Quello che dà vigore al suo racconto è che è una storia vera, perciò più appassionante e coinvolgente. Un&#8217;altra annotazione, mi permetterà. Parliamo sempre dei giovani e della loro presunta aridità e distacco dalla realtà. E&#8217; sbagliato. Quando si sanno coinvolgere come ha fatto Lei con la sua storia, rispondono entusiasti. Sono pronti a commuoversi ed a capire la fatica di vivere. Mi auguro che la sua storia possa ispirare un film ai fratelli Avati. Auguri e spero che si lasci intrigare da altre storie. Perché racconta bene, le sa condire le storie e sono certo: raccontare allunga la vita. Un abbraccio e ancora complimenti.</p>
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