Magdalena la badante
Esattamente un anno fa veniva pubblicato da “Guida Editore” di Napoli il mio romanzo breve “Magdalena la badante”. Il successo di pubblico e di critica è andato aldilà di qualsiasi più rosea aspettativa. Ciò che più ha colpito la sensibilità dei miei lettori è stata la dedica che introduce la storia vera e propria: “Alle badanti, umane creature venute da lontano a fare quello che noi, benestanti, colti ed eredi di antiche civiltà , non abbiamo saputo fare: accudire i nostri anziani ed aiutarli a vivere e a morire con dignità nella loro casa, fra le loro cose.” Perchè ho voluto riscrivere queste parole ed in questo momento? Perchè una volta tanto i nostri governanti si sono accorti che il lavoro delle badanti è prezioso ed insostituibile per cui regolari o clandestine che siano vanno protette, tutelate ed aiutate. Questo per me era un fatto ovvio, già da tempo, ma sono contento che, anche se con ritardo,  le istituzioni si sono rese conto che ragionare sui provvedimenti da adottare non può che apportare benefici alla società in cui viviamo. Va bene così! Aniello
20 maggio 2008 alle 10:56
Caro dottore,
ancora una volta devo darle atto che ha saputo anticipare i tempi con il suo romanzo breve Magdalena la badante. Tema in questi giorni di grande attualità circa il tanto discusso tema dei clandestini. Quante badanti non sono clandestine? Vanno anche esse considerate fuorilegge o possono godere di una sanatoria ad hoc, visto che non siamo più in grado di assicurare una fine dignitosa ai nostri anziani?
Problema sociale di grande importanza e che investe l’Italia ad ogni latitudine. Io ho letto con grande interesse il suo libro edito da Guida e l’ho trovato sapido ed attraente. Lo straniero, il diverso può apportare alla nostra civiltà stanca una ventata di novità e di far ripartire la vita. Anche se il suo ramanzo riguarda una storia di attrazione tra sessi diversi: don Nicola, residuato di una nobiltà decadente della Provincia, rinasce, per pochi giorni tra le braccia dell’avvenente badante polacca, Magdalena. E’ storia di incontro tra solitudini di stampo diverso: Magdalena, lontana dagli affetti familiari, lontana da casa, don Nicola, ormai libero dalla stretta soffocante della sorella-zitella e madre, per fortuna ormai defunte.
E, nel gioco ardito della vita, dalla morte dei congiunti per don Nicola spunta un bagliore accecante di vita, sotto le cure amorevoli di Magdalena, la badante. Anche se la botta di vita dura poco diremmo l’espace d’un matin, come dicono i francesi.
Ma le badanti sono una reale risorsa per la nostra società semi opulenta non più in grado di assicurare servizi adeguati a chi non ce la fà ad affrontare la vita da solo. Sono troppi i casi dei vecchietti, delle coppie di anziani, che si lasciamo morire anzicchè rintanarsi in un ospizio e lasciare le proprie stanze, le proprie cose. Il ministro Maroni farà bene a presentare al Capo del Governo, Silvio Berlusconi, un provvedimento di sanatoria e di tolleranza per questa categoria.