Venticinque anni fa
Il sei giugno del 1983, caro papà , te ne sei andato e, questa volta, per sempre. (Quest’anno avresti compiuto 100 anni). E’ continuata la tua vita nei nostri cuori, nei nostri occhi, nel tuo profondo e non ostentato amore, nella saggezza delle tue parole, nei tuoi eloquenti silenzi, che ci portiamo dentro e ci aiutano a vivere e a superare i momenti difficili della nostra esistenza. Grazie papà . Mi hai fatto medico ma sopratutto, col tuo esempio, mi hai fatto uomo. Grazie! Ciao Nello.
8 giugno 2008 alle 06:59
Caro dottore
è molto bello e lodevole registrare un amore e una riconoscenza per il padre come il tuo. Oltretutto tu sei già nonno. Ed è singolare che un nonno celebri l’anniversario della morte di suo padre. Un padre emigrante per far studiare i suoi figli. C’è da comprendere le aspettative degli immigrati attuali che rschiano la vita pur di assicurare condizioni migliori ai propri figli.
Dove sono le nazioni opulente e cosidette civili che fanno così poco per avviare allo sviluppo la regione africana?
Bellissima la sua poesia e canzone “Caro papà ” quando dici: ” chi te l’ha fatto fa re ì a la Merica?” Ti avremmo voluto tenere vicino.
Buona domenica dottore.Il tuo blog è costruttore di buoni sentimenti. Peppo