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	<title>Commenti a: Il papà di Giovanna</title>
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	<description>medico per vivere, cantautore per non morire</description>
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		<title>Di: peppo</title>
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		<dc:creator>peppo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 08:22:51 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Come promesso&lt;/strong&gt;, un evento cinematografico come un film dell&#039;Avati non potevamo lasciarcelo sfuggire. Perciò io e la mia signora ci siamo recati in una sala dove davano &lt;strong&gt;&quot;Il papà di Giovanna&lt;/strong&gt;&quot;.
Come spesso accade, alla fine del film e durante il tragitto che ci portava a casa i commenti e le analisi erano d&#039;obbligo. &lt;strong&gt;Che l&#039;Avati sia un grande regista, lo è&lt;/strong&gt;.
Soprattutto per come riesce a dare spessore ai personaggi minori ( l&#039;avvocato, il questurino, la madre della povera vittima, la fanatica del fascismo, il drappello di partigiani, ecc.), personaggi minori che riescono a creare il contesto storico, l&#039;ambiente. &lt;strong&gt;Contesto&lt;/strong&gt;, attendibile, significativo e, percio, &lt;strong&gt;istruttivo.&lt;/strong&gt;
Ma, aldilà delle riuscite interpretazioni dei protagonisti (indiscutibile la bravura di Silvio Orlando, che le ha valso il Leone d&#039;Oro a Venezia) i temi avanzati dall&#039;opera di Pupi Avati erano così complessi che ho trovato riduttivo accennarli nello spazio temporale di un film. L&#039;ho trovato alquanto pirandelliano, il film.

&lt;strong&gt;La povera Giovanna è vittima del padre&lt;/strong&gt;, del suo possessivo amore protettivo, &lt;strong&gt;o della madre&lt;/strong&gt;, ingombrante per il suo fascino, la sua bellezza, la sua ordinaria femminilità? E, alla fine, la Giovanna recupera almeno una parte della sua salute psichica? E su quali basi, una coppia inesistente, ab initio, riesce a rimattersi insieme (epilogo del film)?

Se intendeva dire, il film, che siamo, noi umani, come iceberg alla deriva che possono andare ad impattare con altri iceberg creando disastri, c&#039;è riuscito.

Il papà di Giovanna è un borghese piccolo, piccolo, che con i suoi comportamenti crea un muro protettivo intorno alla figlia, muro che è destinato a rovinarle addosso, non avendo saputo costruire sicurezze nella psiche della ragazza per poterle far affrontare la vita, la realtà, a volte durissima, come può essere per una diciottenne la competizione in amore.
E la mamma, dov&#039;era la mamma? Una madre che non si accorge dei disagi della figlia, nascondendosi dietro l&#039;alibi della sottrazione, con le sue premure, da parte del padre.&lt;strong&gt; Ci vorrebbe un altro film: La mamma di Giovanna&lt;/strong&gt;, per sondare l&#039;animo di questo personaggio fondamentale nella pesante storia esistenziale di Giovanna.

Certo &lt;strong&gt;il film ha avuto il merito di farmi pensare &lt;/strong&gt;e continuerà a farlo su quanto siano delicati e complessi i rapporti all&#039;interno di un nucleo familiare. Di quali siano i giusti pesi interrelazionali tra componenti.
Ma, nessuno c&#039;insegna a vivere, &lt;strong&gt;ognuno è come è&lt;/strong&gt; e la vita è un fiume che scorre e leviga e sbatacchia tra loro i ciottoli al suo letto. Peppo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come promesso</strong>, un evento cinematografico come un film dell&#8217;Avati non potevamo lasciarcelo sfuggire. Perciò io e la mia signora ci siamo recati in una sala dove davano <strong>&#8220;Il papà di Giovanna</strong>&#8220;.<br />
Come spesso accade, alla fine del film e durante il tragitto che ci portava a casa i commenti e le analisi erano d&#8217;obbligo. <strong>Che l&#8217;Avati sia un grande regista, lo è</strong>.<br />
Soprattutto per come riesce a dare spessore ai personaggi minori ( l&#8217;avvocato, il questurino, la madre della povera vittima, la fanatica del fascismo, il drappello di partigiani, ecc.), personaggi minori che riescono a creare il contesto storico, l&#8217;ambiente. <strong>Contesto</strong>, attendibile, significativo e, percio, <strong>istruttivo.</strong><br />
Ma, aldilà delle riuscite interpretazioni dei protagonisti (indiscutibile la bravura di Silvio Orlando, che le ha valso il Leone d&#8217;Oro a Venezia) i temi avanzati dall&#8217;opera di Pupi Avati erano così complessi che ho trovato riduttivo accennarli nello spazio temporale di un film. L&#8217;ho trovato alquanto pirandelliano, il film.</p>
<p><strong>La povera Giovanna è vittima del padre</strong>, del suo possessivo amore protettivo, <strong>o della madre</strong>, ingombrante per il suo fascino, la sua bellezza, la sua ordinaria femminilità? E, alla fine, la Giovanna recupera almeno una parte della sua salute psichica? E su quali basi, una coppia inesistente, ab initio, riesce a rimattersi insieme (epilogo del film)?</p>
<p>Se intendeva dire, il film, che siamo, noi umani, come iceberg alla deriva che possono andare ad impattare con altri iceberg creando disastri, c&#8217;è riuscito.</p>
<p>Il papà di Giovanna è un borghese piccolo, piccolo, che con i suoi comportamenti crea un muro protettivo intorno alla figlia, muro che è destinato a rovinarle addosso, non avendo saputo costruire sicurezze nella psiche della ragazza per poterle far affrontare la vita, la realtà, a volte durissima, come può essere per una diciottenne la competizione in amore.<br />
E la mamma, dov&#8217;era la mamma? Una madre che non si accorge dei disagi della figlia, nascondendosi dietro l&#8217;alibi della sottrazione, con le sue premure, da parte del padre.<strong> Ci vorrebbe un altro film: La mamma di Giovanna</strong>, per sondare l&#8217;animo di questo personaggio fondamentale nella pesante storia esistenziale di Giovanna.</p>
<p>Certo <strong>il film ha avuto il merito di farmi pensare </strong>e continuerà a farlo su quanto siano delicati e complessi i rapporti all&#8217;interno di un nucleo familiare. Di quali siano i giusti pesi interrelazionali tra componenti.<br />
Ma, nessuno c&#8217;insegna a vivere, <strong>ognuno è come è</strong> e la vita è un fiume che scorre e leviga e sbatacchia tra loro i ciottoli al suo letto. Peppo</p>
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