Un abbraccio allo zio Armando.
sabato 14 febbraio 2009Per venticinque anni, prima al Cardarelli di Napoli poi agli Ospedali Riuniti di Salerno, ho lavorato come anestesista rianimatore. La triste vicenda di Eluana mi ha riportato con la mente in corsia quando io e miei colleghi  battagliavamo per sconfiggere la morte. Due aspetti hanno colpito la mia sensibilità di medico e di uomo: è la prima volta, forse perchè non sono aggiornato, che sento parlare, mi sono laureato nel 1967, dell’attuazione di un protocollo, stilato da medici, per far morire una persona. L’altro aspetto, che mi ha molto commosso ed ha fatto si che Eluana se ne andasse da questo mondo accompagnata da preghiere e lacrime sincere, è stato il grande dolore dello zio Armando che con amore e dignità  ha evitato che non si facessro i funerali e che il corpo di Eluana, invece di riposare accanto al nonno, fosse ridotto in cenere. Una grande lezione da un uomo che ha saputo in silenzio trasformare il dolore in un grande, immenso amore. Un forte abbraccio allo zio Armando. Aniello De Vita   Â