Un abbraccio allo zio Armando.

Per venticinque anni, prima al Cardarelli di Napoli poi agli Ospedali Riuniti di Salerno, ho lavorato come anestesista rianimatore. La triste vicenda di Eluana mi ha riportato con la mente in corsia quando io e miei colleghi  battagliavamo per sconfiggere la morte. Due aspetti  hanno colpito la mia sensibilità di medico e di uomo: è la prima volta, forse perchè non sono aggiornato, che sento parlare, mi sono laureato nel 1967, dell’attuazione di un protocollo, stilato da medici, per far morire una persona. L’altro aspetto, che mi ha molto commosso ed ha fatto si che Eluana se ne andasse da questo mondo accompagnata da preghiere e lacrime sincere, è stato il grande dolore dello zio Armando che con amore e dignità ha evitato che non si facessro i funerali e che il corpo di Eluana, invece di riposare accanto al nonno, fosse ridotto in cenere. Una grande lezione da un uomo che ha saputo in silenzio trasformare il dolore in un grande, immenso amore. Un forte abbraccio allo zio Armando. Aniello De Vita    

2 Commenti a “Un abbraccio allo zio Armando.”

  1. peppo scrive:

    Caro dottore rianimatore, mi chiedo che fastidio dava Eluana col suo filo di vita!
    La gente semplice come le suore che amorevolmente l’accudivano hanno soltanto pregato intorno a quel filo di vita. Poi non vogliono sentir parlare di eutanasia. Ma eutanasia è stata!
    Era l’immagine di Cristo in Croce e difronte al dolore si prega, non s’impreca in nome di una dignità non invocata dalla povera Eluana. A chi dava fastidio? Ora è soltanto il nulla!
    E’ stata una battaglia di laici, liberali e radicali per affermare la titolarità del diritto di vita o di morte. Ma non è così: la vita discende da Dio e solo Lui è il titolare nel darla e nel toglierla. L’hanno uccisa! E, che ciò sia avvenuto per mano di medici mi indigna e mi scandalizza. No all’accanimento terapeutico ma togliere l’acqua e l’alimento è un riverbero di procedure naziste.
    Un abbraccio caro dottore.

  2. Marzia scrive:

    Gentile dottor Aniello, mio marito ed io siamo costernati dall’ epilogo di una vicenda che ha assunto un respiro ampio, grazie all’eco dei mass media.
    Una vicenda paradimatica.
    Lei è il primo medico che leggo esprimersi in tal senso.
    Arrivo qui tramite Nunzio. Credo Lei sia l’autore delle poesie che ho ascoltate da lui.
    Mi ha fatto piacere creare per quei versi un post.
    La raggiungo con in sensi della mia stima

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